Le origini del mito
Le origini, si sa, sono importanti. Definiscono spesso chi siamo, da dove siamo partiti, la strada che abbiamo fatto... e forse anche la direzione per il futuro.
Le origini delle parole, ancora di più, ci fanno sapere tante cose di noi e di altri prima di noi. Perchè definiamo una forza erculea o perchè un pasto sia pantagruelico (di questo in particolare parlerò in altre sede in quanto storiella divertente che coinvolge due giganti, un papero e un problema di igiene personale).
Quindi oggi mi produrrò nella narrazione di un simpatico aneddoto che illuminerà il Caro Lettore sull'origine del nome di questo blog e del motivo per cui è stato scelto.
Anni e anni fa, il sottoscritto frequentava il liceo scientifico e durante i primi due anni ebbe la fortuna di avere un professore di italiano di quelli che capitano una volta nella vita. Oltre ad essere un uomo di vasta cultura e gusto, era in grado di insegnare senza ricorrere a pedanti nozionismi o luoghi comuni, ma comunicando la sua passione per le opere che ci spiegava... il senso di meraviglia per le storie o le poesie, i personaggi e gli autori.
Questo brav'uomo una volta, forse un po' frustrato anche lui dalle nostre testacce che a volte proprio non volevano impegnarsi, partì con un panegirico sull'importanza della cultura... ma al contrario! In poche parole ci rassicurò che in fondo non dovevamo preoccuparci più di tanto se gli argomenti letterari non ci interessavano e che in fondo al mondo si vive bene, forse anche meglio con poca o nessuna cultura. Per farci capire meglio ci presentò l'esempio della sua portinaia! Creatura definita da lui come "tendente alla perfezione" (infatti era quasi sferica ormai) e che viveva felice nel suo mondo non proprio di grande cultura. Questa donna una volta se ne uscì, a detta del prof, con questa massima: "E certo il Parsifal non è male...certo che anche l'emmenthal però..."
Con questo piccolo aneddoto e la risata che scaturì il buon professore ottenne più attenzione e seguito nei due anni di scuola che ci videro sotto la sua ala di quanto avrebbe mai ottenuto con discorsi sulla responsabilità, la maturità o altre fregnacce del genere (ok non sono fregnacce, ma per dei quattordicenni arrapati e con poco sale in zucca questo sembravano).
Quell'episodio mi rimase sempre caro. E spesso mi chiedo chi stesse meglio a conti fatti, chi la cultura la perseguiva e la idolatrava o la cara portinaia con la passione per i formaggi e (come la immaginavo io) il sorriso felice sul faccione rubizzo.
Ora se ti stai chiedendo, Caro Lettore, "ma tutta questa pappardella che cavolo vuol dire?" non ti preoccupare, siamo quasi in conclusione.
Questo blog vuole essere un poutpurri di quello che mi salta in testa: aforismi inventati, citazioni più o meno colte, riflessioni sul significato della vita, l'universo e tutto quanto (si sa che la risposta è 42, ma non si ancora la domanda) o semplici stupidate che mi ronzano per la testa.
Alcuni le chiamerebbero perle di saggezza... ma io e la portinaia preferiamo decisamente delle perle di emmenthal.

5 Commenti:
Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.
Spero che il caro professore abbia letto l'"eleganza del riccio" in tempi recenti...
Ah, la saggezza popolare. Io tifo per la portinaia. Se é ancora viva di certo é più felice di noi. Non che ci voglia molto naturalmente, ma questo non può che dimostrare che l'iNIOranza rende bene. Del resto ci sarà pure un motivo se abbiamo una mandria di ignoranti a governare (ricordo l'episodio di Enea...).
ahahaha....sono l'utente anonimo...
=__=in realtà sono alla ricerca di una mia identità su Blogger...che dovrei avere persa da qualche parte...
(ahhh...complimenti x il tuo blogg e al tuo professore^__^)
-tanto avrai intuito chi sono-
No.. devo dire che non l'ho capito... :-)
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