giovedì 9 ottobre 2008

Il meraviglioso teatro della natura

Stasera sono giù di tono. Il periodo non è dei migliori. Quindi per non tediarti con un lungo post di lamentele, Caro Lettore, mi limiterò a riportare un vecchio scritto che venne creato durante una conversazione piuttosto alcolica seguita ad una cena piuttosto ricca con un buon amico.
Ringrazio il buon Nikolaj Petruschov per la collaborazione in quel felice momento creativo.

LA RIPRODUZIONE DEI PUFFI
Iniziamo... dall'inizio... Vi siete mai chiesti come fanno i Puffi a riprodursi? Analizziamo i fatti. Ci sono 100 puffi di vario tipo, ma tutti con la stessa età e tutti chiaramente maschi (con il debito dubbio sul puffo vanitoso), più il Grande Puffo... più vecchio, ma anche lui maschio.

E la Puffetta?

Beh, chi conosce i Puffi sa che la Puffetta fu originariamente creata cattiva da Gargamella e mandata in mezzo ai puffi come spia.. e poi resa buona e bella da Grande Puffo. Quindi non esisteva in natura. Stesso discorso per Bontina.. la puffolina, creata dai tre puffolini (tre puffi normali ringiovaniti da un incantesimo).

Allora come diavolo si riproducono i puffi!?!?

Molto semplice.

Raggiunta la maturità un istinto primordiale si scatena all'interno dei poveri Puffi che li spingerà a competere, combattere e assalirsi senza nessuna pietà. In poche parole il villaggio verrà avvolto dalle fiamme della battaglia fratricida e alla fine ne resterà uno solo... proprio come succede in Highlander... ma meno sdolcinato.

E a questo punto? A questo punto il Puffo rimasto sarà il nuovo Grande Puffo (arriveremo anche a capire dopo cosa succede al precedente Grande Puffo) e avrà il compito di fondare un nuovo villaggio con nuovi Puffi.
Per fare questo avrà bisogno di Madre Natura e di Bue Grasso... nel corretto periodo dell'anno, con la Luna e i pianeti nel giusto allineamento, Madre Natura eseguirà un complesso rito i cui particolari si perdono nella notte dei tempi e che non descriverò in quanto sordido e raccapricciante. Questo rito permetterà al nuovo Grande Puffo di accoppiarsi con Bue Grasso e a quest'ultimo di essere fertile per ricevere il magico puffo-seme.

Dopo una complessa gestazione che ha molto in comune con una congestione da impepata di cozze Bue Grasso darà alla luce una nuova serie di 100 Puffi che verranno portati dal nuovo Grande Puffo al nuovo villaggio in un sito diverso dal precedente. Il vecchio Grande Puffo viene appositamente drogato con una pozione che lo farà cadere in uno stato di alzhaimer avanzato e poi abbandonato come i cani sull'autostrada in modo che non trovi il nuovo villaggio che, dopo un certo numero di anni, ripeterà questo ciclo di morte e di vita.

Ora.. tutto questo spiega anche Nonno Puffo.. che non è altro che un precedente Grande Puffo ripresosi dalla droga e che è riuscito a ritrovare il villaggio e a trasferircisi. Questo tra l'altro renderà più difficile il lavoro del prossimo Grande Puffo che dovrà eliminare due vecchi cagoni e non uno solo.

Rimangono due elementi discordanti: Nonna Puffa e Baby Puffo.

Per quanto riguarda Baby Puffo il suo stesso arrivo viene visto con sospetto e sorpresa dal Grande Puffo che non se lo aspettava. E mi pare chiaro anche il perchè. Le motivazioni della sua esistenza sono ancora oscure e molti studiosi negli anni hanno cercato di capire se egli rappresenti una minaccia, un avvertimento... o un semplice scherzo di natura.

Mentre per Nonna Puffa la cosa è più complessa. Chiaramente, vista l'età, non può essere stata creata da Gargamella e Nonno Puffo pare ricordarsi di lei... certo, visto lo stato mentale del vecchio questo vuol dire poco o niente.
In ogni caso la sua origine non può essere naturale. Ci viene quindi in aiuto la teoria del Conte Hans Axel di Fersen, noto puffologo e consumatore di peyote, che ipotizza che Nonna Puffa non sia altri che Puffetta stessa, fuggita da un futuro lontano e tornata indietro per cambiare il passato. Dato che la stessa Nonna Puffa dichiara di essere rimasta imprigionata per secoli in un castello fuori dal tempo sembrerebbe avvalorare questa ipotesi che rimane la più accreditata nell'esclusivo circolo degli studiosi del mondo degli omini blu.

Ovviamente questo costituisce una pericolosa variante alla normale riproduzione prevista dalla natura e inseme a Baby Puffo e Nonno Puffo potrebbe portare ad uno sconvolgimento nei ritmi e abitudini della comunità dei Puffi. Nessuno sa di per certo cosa potrebbe accadere, ma è chiaro che questo è probabilmente il ciclo di riproduzione più pericoloso che i Puffi hanno affrontato fino ad oggi.

martedì 30 settembre 2008

Le origini del mito

Le origini, si sa, sono importanti. Definiscono spesso chi siamo, da dove siamo partiti, la strada che abbiamo fatto... e forse anche la direzione per il futuro.
Le origini delle parole, ancora di più, ci fanno sapere tante cose di noi e di altri prima di noi. Perchè definiamo una forza erculea o perchè un pasto sia pantagruelico (di questo in particolare parlerò in altre sede in quanto storiella divertente che coinvolge due giganti, un papero e un problema di igiene personale).

Quindi oggi mi produrrò nella narrazione di un simpatico aneddoto che illuminerà il Caro Lettore sull'origine del nome di questo blog e del motivo per cui è stato scelto.

Anni e anni fa, il sottoscritto frequentava il liceo scientifico e durante i primi due anni ebbe la fortuna di avere un professore di italiano di quelli che capitano una volta nella vita. Oltre ad essere un uomo di vasta cultura e gusto, era in grado di insegnare senza ricorrere a pedanti nozionismi o luoghi comuni, ma comunicando la sua passione per le opere che ci spiegava... il senso di meraviglia per le storie o le poesie, i personaggi e gli autori. 
Questo brav'uomo una volta, forse un po' frustrato anche lui dalle nostre testacce che a volte proprio non volevano impegnarsi, partì con un panegirico sull'importanza della cultura... ma al contrario! In poche parole ci rassicurò che in fondo non dovevamo preoccuparci più di tanto se gli argomenti letterari non ci interessavano e che in fondo al mondo si vive bene, forse anche meglio con poca o nessuna cultura. Per farci capire meglio ci presentò l'esempio della sua portinaia! Creatura definita da lui come "tendente alla perfezione" (infatti era quasi sferica ormai) e che viveva felice nel suo mondo non proprio di grande cultura. Questa donna una volta se ne uscì, a detta del prof, con questa massima: "E certo il Parsifal non è male...certo che anche l'emmenthal però..."
Con questo piccolo aneddoto e la risata che scaturì il buon professore ottenne più attenzione e seguito nei due anni di scuola che ci videro sotto la sua ala di quanto avrebbe mai ottenuto con discorsi sulla responsabilità, la maturità o altre fregnacce del genere (ok non sono fregnacce, ma per dei quattordicenni arrapati e con poco sale in zucca questo sembravano).
Quell'episodio mi rimase sempre caro. E spesso mi chiedo chi stesse meglio a conti fatti, chi la cultura la perseguiva e la idolatrava o la cara portinaia con la passione per i formaggi e (come la immaginavo io) il sorriso felice sul faccione rubizzo.

Ora se ti stai chiedendo, Caro Lettore, "ma tutta questa pappardella che cavolo vuol dire?" non ti preoccupare, siamo quasi in conclusione.

Questo blog vuole essere un poutpurri di quello che mi salta in testa: aforismi inventati, citazioni più o meno colte, riflessioni sul  significato della vita, l'universo e tutto quanto (si sa che la risposta è 42, ma non si ancora la domanda) o semplici stupidate che mi ronzano per la testa.
Alcuni le chiamerebbero perle di saggezza... ma io e la portinaia preferiamo decisamente delle perle di emmenthal.